Pubblicato in: Poesie e Canzoni, RACCONTI, Riflessioni

Noi che urliamo contro il cielo 

 https://youtu.be/nXIbUvfr9fY

Ci si trova a volte in situazioni poco chiare, che ti buttano il morale sotto zero. Sono quelle volte in cui si inizia a urlare contro il cielo chiedendosi “Perché è toccato proprio a me???” 

Mi è capitato qualche volta, lo ammetto, di alzare gli occhi al cielo e di urlare. Ho urlato in silenzio sovente, e ho anche urlato per davvero tirando fuori tutto il fiato che avevo in corpo. Urli contro il cielo perché appena hai stipulato un mutuo trentennale e non puoi restare senza lavoro, perché quell’incidente contro l’ubriaco ti ha distrutto la macchina nuova, perché dopo aver organizzato per un anno intero la vacanza dei tuoi sogni ti rompi il femore in tre punti andando in piazza con la bicicletta o perché ti sei fatto bocciare come uno scemo all’esame per la patente. Urli tenendo la bocca chiusa perché la lei o il lui che ti fa battere forte il cuore ogni volta che è nei paraggi considera tutti, pure i sassi, ma tu non esisti. E resti immobile a urlare contro il cielo a squarciagola come per far sì che Dio ti senta quando, appena diciassettenne, sei in cerca del tuo migliore amico e lo trovi sdraiato su una panchina con un ago in vena. 

Ognuno ha i suoi motivi per alzare gli occhi e urlare contro un bel cielo azzurro.
Ma contro il cielo ci ho urlato anche la felicità che brucia dentro, perché quelli che ti dicevano che non ce l’avresti fatta si sbagliavano di grosso e perché tu, da qui in avanti, potrai dire che sì, i sogni si avverano.

Contro il cielo urli le canzoni che sembrano averti capita meglio delle persone durante quei concerti che sono pezzi di vita insostituibile, e butti le parole a chi non sai più bene dove stia ma speri che stia bene e che non smetta di guardarti.

Il cielo sta lì e tu puoi gridare la tua gioia per un altro profumo di estate, per un altro bacio, uno di quelli che ti lasciano il segno rosso sul cuore, per l’odore del mare che ti pulisce da ogni male e le ferite, col suo sale, non bruciano più.

Contro il cielo ho urlato il prezzo altissimo della mia libertà, il regalo più prezioso che mi sono fatta, e la fortuna di una famiglia che ha la forma di una stella luminosa e calda come il sole.

Urla contro il cielo la gioia per un sorriso inaspettato mentre sei in coda per qualcosa e per la forza che ti può dare sapere che “certi luci non puoi spegnerle”.

Ognuno ha i suoi motivi per urlare contro un tenebroso cielo blu.

Il fatto sarà sempre: STRINGERCI DI PIÙ!

@2FIRSTLINE & @ACorbetta 

http://www.alessandracorbetta.net

http://www.caoticipensieri.wordpress.com 

Pubblicato in: Poesie e Canzoni, Riflessioni

Nessun pericolo per te.

 

Non voglio più sentirmi dire mai
My problem!! is fucking my life!!
Incontro chi in ogni mia situazione
mi dice “cosa”! e come dovrei fare
Se mi piace “con lei”… Beh!
subito qualcuno dice, costa troppo!
Time
datemi il Time
Last Time
again.
So quel che faccio e perché
vuoi saperlo
voglio Sesso da te!
Quando non ho soldi
li cerco sai
li voglio ad ogni costo.
Eccome Sì
facciamo un prezzo
dimmi quello che vuoi
vuoi comprare my car!
Ho una puttana fuori che mi aspetta
per portarla a casa
ebbene sì, lei mi ama oramai….
Time
datemi il Time
Last Time
again.
So quel che faccio e perché
vuoi saperlo…..
I wanna sex
I wanna drugs.
Stai calmo!
stai calmo!
Nessun pericolo per te!!….
So quel che faccio e sento di far questo
e tu non c’entri un cazzo amico
vai affanculo te! e chi non te l’ha mai detto!!
Time
Vivo di Time
Last Time
again.
So che ti piace anche a te!
I wanna sex
I wanna…
Stai calmo!
stai calmo!
Nessun pericolo per te!!….
So quel che faccio e sento di far questo
e tu non c’entri un cazzo amico
vai affanculo te! e chi non te l’ha mai detto!!

 

Ogni canzone descrive uno stato d’animo, manda un messaggio, esprime un desiderio, una voglia, una speranza, descrive un’illusione o una disillusione.
Il testo che avete letto poco fa è una canzone di Vasco. Una canzone che non conoscevo, il titolo me l’ha passato una persona che quando si tratta del rocker di Zocca, c’è sempre.
Di solito cerco i testi prima di ascoltare le canzoni quando mi girano un titolo, è un vizio. Se non mi piace il testo è inutile ascoltare le note.
Questo testo mi è piaciuto.
Lo vedo come un grido a molti, un invito neanche troppo velato a farsi i cazzi propri e a non intromettersi oltre un certo limite nella vita altrui.
Sì perchè farsi i cazzi degli altri è lo sport nazionale e chi più chi meno, tutti abbiamo dovuto imparare a convivere con qualcuno che i fatti suoi non se li fa mai.
A questi impiccioni professionisti gli si chiede tempo, una pausa dalla loro assillante presenza.
Anche perché si evolvono. Da semplici impiccioni diventano quelli che vengono a dirti come devi vivere, chi devi frequentare, come ti devi comportare e chi più ne ha più ne metta.
Siamo adulti, capaci di infilarci in un casino, consci di questo e presumibilmente abbastanza intelligenti da decidere di uscirne oppure di viverlo fino in fondo e come va va…
È quando si arriva al punto in cui la sopportazione e la pazienza verso quei soggetti si esaurisco del tutto, che potrebbe venire in mente il testo di questa canzone.
Ripeto, non la conoscevo, ma credo che lo imparerò a memoria….

Pubblicato in: Amore, Poesie e Canzoni, Riflessioni

L’appartenenza

 

Ti sono appartenuta fino in fondo.

Le mie trecce avevano i nodi delle nostre mani intrecciate;

io sentivo allo stesso tuo orecchio,

lo sguardo che ci univa era volo di gabbiano.

Una protezione fatta come la chioma dell’albero

lo specchio dove non perderci.

Ora l’appartenenza è una lepre in fuga

e io un cacciatore troppo stanco.

(L’appartenenza, Alessandra Corbetta)

 

www.alessandracorbetta.net

Pubblicato in: Amore, Poesie e Canzoni

Occhi Neri

Gonna lunga e i milioni di ricci arruffati, come i suoi pensieri.

E non riusciva mai a tenerli a bada, i pensieri ed i capelli intendo.

L’espressione incredula di chi si sorprendeva ancora per qualsiasi cosa, l’aria da ragazzina ingenua che si stampava sul suo volto quando mi guardava.

L’ansia delle sue delicate mani che cercavano di nascosto le mie.

Nascosto come quell’amore che non decollava mai. Dolce il suo cuore, dolce la sua pelle.

Ed occhi neri. Occhi così neri, così soli. Occhi che dicevano tante bugie, ma non mentivano mai ad un sentimento.

Fraan83

Pubblicato in: Costume&Societa', Poesie e Canzoni, Riflessioni

Correvano gli anni 80

Se l’altra volta vi ho parlato dei miei vent’anni e degli anni 90, stavolta vi parlo dei miei dieci anni, oggi vi porto con me sulla macchina del tempo e, grazie alla musica, la mitica musica anni 80, che tutt’ora ascoltiamo, viaggeremo a ritroso.

Nella musica italiana spopolava Franco Battiato con “Centro di Gravità permanente” ed anche Romina Power con il “Ballo del Qua Qua”, a Sanremo vinceva Riccardo Fogli con “Storie di tutti i giorni” nel mondo, invece, il brano più ascoltato era “Thriller” di Michael Jackson che uscì proprio nel 1982, tipo regalo per i miei dieci splendidi anni  di vita.

Nel decennio tra il 1980 ed il 1990 la musica fece davvero da padrona ed anche il decennio successivo non fu da meno, ma se qualcuno oggi fa una cover di un vecchio brano quasi sicuramente sceglierebbe uno dei pezzi di allora.

Oltre alla musica, però, gli anni 80 videro:

  • 1980: il Disastro aereo di Ustica , la strage di Bologna.
  • 1981: Papa Giovanni Paolo II viene ferito in un attentato, scoppia lo scandalo della P2
  • 1982: muore Grace Kelly, esce Thriller di M.Jackson ed iniziano trattative distensive tra URSS ed USA
  • 1983: Bettino Craxi diventa Premier (come diremmo oggi), esce la prima Nintendo.
  • 1984: Muore Enrico Berlinguer segretario generale del Partito comunista italiano, Madonna pubblica Like a Virgin.
  • 1985: Usa e Urss si accordano per la riduzione degli armamenti, erano gli anni di Regan e Gorbacev.
  • 1986: mentre Gorbacev inizia la perestroika purtroppo a Cernobyl esplode un reattore nucleare.
  • 1987 siamo alla terza elezione di M. Thatcher a premier britannico, esce Bad di M. Jackson, scienziati americani scoprono il buco dell’ozono sopra l’Antartide.
  • 1988 George Bush succede a Regan, cade Pinochet dittatore cileno.
  • 1989, 9 novembre cade il muro di Berlino e finalmente finisce la Guerra Fredda.

Che ne dite? Ricordavate tutto? Vorrei fare una considerazione su ogni evento che ho elencato, ma credo vi annoierei e quindi le lascio a voi, ognuno ripensando a quegli anni che avrà vissuto o studiato o solo sentito, salirà su questa macchina del tempo.

Intendiamoci io avevo 10 anni pensavo alle bambole e davanti allo specchio, con in mano la spazzola per i capelli, ballavo e cantavo tutta la musica che potevo, mentre, intorno a me, i miei genitori vedevano una bimba diventare adolescente e vedevano il mondo trasformarsi così tanto velocemente, da non rendersene nemmeno conto.

“L’avvenire è la porta, il passato ne è la chiave” (Victor Hugo)

 

Arianna Capodiferro

alias @arica72