Pubblicato in: Costume&Societa'

Al supermercato

Lui…

Il supermercato è quel luogo dove, per quanto mi riguarda, io vado a procacciarmi il cibo. Per me è come andare nella foresta a cacciare un cervo. Non leggo i volantini delle offerte e non mi soffermo per ore alla ricerca del prodotto vattelapesca più conveniente.

Al supermercato ci vado dopo un’attenta valutazione della cambusa stile analisi LIFO e FIFO delle scorte di magazzino. Tutto viene valutato con precisione matematica. Nulla viene lasciato all’improvvisazione o al caso. La lista deve contenere tutto ciò che è stato richiesto e, se qualcosa è stato dimenticato, non potrà essere consegnato a casa. Questa lista – che in realtà è più un database – deve essere rigorosamente organizzata per reparto; vuoi mai che debba tornare indietro a fine caccia!

Ecco, ora mi chiedo come faccia quella signora (che mi sembra una faccia nota) ad essere passata 12 volte dallo stesso reparto, leggendo le informazioni nutrizionali di ogni prodotto, anche delle scatolette per il gatto!
E poi vuoi mettere da quando hanno introdotto la possibilità di autoregistrarsi la spesa? Un orgasmo di efficienza informatica con un considerevole risparmio di tempo.  Tranne oggi che mi è toccata la rilettura che, oltre a farmi perdere il vantaggio guadagnato, rappresenta uno stress che neanche l’esame di maturità: pensate alla figuraccia nel caso in cui mi fossi dimenticato di sparare quel barcode delle caramelle da settanta centesimi…

Alla fine mi reco al parcheggio dove caricherò la mia spesa facendo attenzione ad ogni singola borsa.

Ma ecco ancora la signora che, felice, ha caricato la sua spesa… pure sul tetto della macchina! Io sto cercando di avvisarla lampeggiando, ma non credo che si accorgerà di me. Speriamo solo che nella borsa non abbia messo le uova.

Mauro @Hunt0312

Lei…

Oggi è la terza volta che un signore molto stressato (che mi sembra di aver già visto) mi passa davanti mentre sto decidendo cosa prendere dallo scaffale del Supermercato, ma soprattutto non mi permette di fare la spesa come voglio io.

Ah la spesa! Dopo lo shopping e Ben Affleck credo sia la cosa che più mi esalta. Riesco a stare davanti allo spazio dei prodotti salutistici almeno 30 minuti e leggo fino all’ultimo numerino i “nutritional facts” di ogni confezione. Come fai a scegliere la miglior mandorla di Torutto in guscio se non leggi tutto con attenzione?

Come una bimba al luna park saltello tra i bagnoschiuma allo zenzero o all’uva Ursino, rigorosamente Bio, per poi comprarne un paio e trovarne altri 8 in bagno quando rientro a casa! Solo quando mi trovo tra quei colori e quelle corsie decido cosa comprare perché vado ad istino (la lista della spesa? Ah che disagio!).

È tornato vicino a me quello strano individuo e gli ho guardato il carrello: è stressato come lui! Tutti i prodotti rigorosamente già dentro i sacchetti e con il lettore emana quel biiiiipp fastidioso quasi quanto il suo modo di fare la spesa! Così si perde il sapore della chiacchierata con la simpatica cassiera che mi racconta tutte le novità sui punti fragola e, soprattutto, mi permette di lasciarle quegli “spiccetti” che intasano il mio portafogli. Poi, gioiosa, arrivo al parcheggio e un po’ ovunque infilo i sacchetti in auto.

Ed eccolo, arriva lui, che “con stecca e squadra” riempie il portabagagli con una perfezione maniacale.

Io continuo a sospettare che mi osservi… tanto che, mentre uscivo dal parcheggio, per circa 3 minuti ha continuato a farmi i fari… ma chi si crede di essere?

Petrusca @petruscaA

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Dal benzinaio

Lei..

Ricordo ancora l’espressione del mio capo, quando 15 anni fa, mi fece entrare nel suo ufficio e mi disse “ci siamo! scegli la tua auto aziendale” e io risposi “nera metallizzata”!

Lui sorpreso mi rispose: “sì ma le porte, i cavalli, la cilindrata?”

“ahah”, risposi “beh certo! Le porte le vorrei, so anche andare a cavallo ma non ho preferenza per la forma… a cilindro dici?”

Quello fu il mio primo contatto con il mondo delle automobili.

Ancora oggi mi emoziono quando cambio l’aroma del mio profumino nell’auto, quando aggiungo un peluche o quando alcune simpatiche lucine, sul cruscotto, mi fanno compagnia durante i miei viaggi.

Qualche ora fa, però, ho avuto una piccola disavventura: stavo facendo benzina al distributore automatico e un uomo molto “stressato” ha parcheggiato dietro di me.

Stavo cercando di capire come si utilizzava il bancomat per fare benzina (saranno passati al massimo 5 minuti) e lui stizzito mi ha chiesto “verde, gasolio o GPL?!”

Presa alla sprovvista dissi “verde! (Credo)!”

“La aiuto io, sarà meglio”

… adesso mi trovo a bordo di un carroattrezzi perché mi hanno spiegato che la mia auto è DIESEL… però vedere il mondo da questa altezza è davvero emozionante!

Petrusca

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Dal benzinaio

Lui..

Sono un uomo e come tale ho un rapporto simbiotico con l’auto. Del resto si sa, noi maschietti nasciamo geneticamente interfacciati alle automobili.

Da bambino ho avuto auto di ogni tipo: a pedali, radiocomandate e da collezione.

Io non lavo la macchina, non la profumo; però è più efficiente di un mezzo da competizione. Non attacco adesivi, Dio ci scansi dai peluches, ed il quadro strumenti lo controllo come farebbe il pilota di un aereo di linea.

Questo fino a qualche ora fa quando, fermo ad un distributore di benzina, ho cercato di aiutare una donna che, vista la lentezza, mi sembrava in difficoltà. Non sono nemmeno sicuro che sapesse che per far funzionare una macchina ci vuole del carburante, figuriamoci poi se di un tipo specifico.

Ok, lo so, ora mi direte che mi sono lasciato distrarre dall’avvenenza della signora, ma vi assicuro che ha sostenuto con decisione di dover fare benzina… verde.

Niente, in questo momento si trova su un carro attrezzi, perché la sua è un’auto DIESEL.

Ora, minimo, sarà colpa mia.

Mauro