Pubblicato in: Amore, Costume&Societa', Riflessioni

La mia miglior nemica Part III

Come fai a riconoscere la tua miglior nemica, nota anche come la tua peggior amica? I campanelli d’allarme, più o meno sono questi: sei felice perché hai ottenuto una promozione sul lavoro. Con il sorriso a 46 denti, compresi quelli del giudizio, chiami la tua amica e lei invece di complimentarsi, mantenendo un tono di voce da oltretomba, con un fare altezzoso e annoiato ti risponde “ma come non volevi licenziarti? contenta tu!”. Trenta anni fa avresti, almeno,  avuto la possibilità di sfogare la tua rabbia sbattendo la cornetta del telefono per concludere la conversazione. Ma oggi puoi bloccare le telefonate in arrivo da quel numero. Chissà, capirà? Non è una decisione facile da prendere, dispiace sempre un po’ quando ci si allontana da una persona alla quale hai confidato i tuoi segreti ed hai girato gli screenshot dell’uomominkia di turno mentre lei ti inviava le conversazioni avute con il minkiofono conosciuto al ristorante sotto l’ufficio, a fine Ottobre. Poi ti accorgi che parla male delle vostre amiche e allora ti sorge spontaneo il dubbio che lo faccia di te con loro. E, puntualmente, la perplessità diventa certezza quando arrivi all’aperitivo organizzato per pochi intimi nel localino trendy in stile shabby chic, appena inaugurato, e tutti gli occhi sono puntati su di te. E non è che ti sei addobbata come un albero di Natale a Maggio, dato che hai scelto di indossare un elegantissimo abito silhouette smanicato leggermente svasato con stampa Gucci garden che ricorda un giardino variegato di fiori intrecciati a farfalle, coccinelle, api, scarabei colorati o, a scelta, un dipinto ad olio di Antonello da Messina, un saldalo Rhinestone and butterfly di Caovilla ai piedi e la tua solita Neverfull Damier di Louis Vuitton in spalla. No, non stanno parlando del tuo vestito o delle tue scarpe o della tua borsa: lei, la tua miglior nemica ti ha messo, semplicemente in cattiva luce con le altre raccontando, come è solita fare, la sua versione dei fatti in relazione all’ultima discussione che avete affrontato sul modo di vivere una relazione. Perché è molto più semplice dare pareri quando non si vive una situazione specifica. Anche perché, fateci caso, quando le dispensatrici di consigli non richiesti si ritrovano nella tua stessa condizione, si comportano in maniera diametralmente opposta a quella suggerita a te, mettendo in pratica tutte le tattiche di cui sono a conoscenza, compresa l’inzerbinamento totale pur di arrivare al traguardo e piantare la bandierina sulla quale avranno stampato la scritta “lui è mio”. Che amarezza!

(To be continued)

Valentina Gemelli

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