Pubblicato in: Costume&Societa'

Schiocco le dita (tre volte)

mzt08fq4Schiocco tre volte le dita.
Si, perché quando ero a Varanasi, il mio Baba, una volta mi ha detto:
“Si muore ogni notte e si rinasce ogni alba. Ogni volta che si rinasce bisogna chiamare l’Universo a
battesimo, allora schiocca tre volte le dita: La prima è per svegliarlo, la seconda è per dirgli sono
qui!, la terza è per invitarlo a stare con te”.
Non so perché, ma oramai è un rito, cioè prendo il treno e… snap, snap snap. Solo tre, mai di più.
Tre intenzioni, tre piccole follie (si, vedo gli sguardi strani dei vicini di sedile), parto, mi accorgo di
piccole meraviglie, mi impiccio delle cose del mondo, arrivo, sorrido. E’ andato tutto come doveva
andare!
Si, lo so, non è perché schiocco le dita, ma poi io davvero che ne so?
Magari i gesti di tutti i giorni, essendo noi creature uniche, hanno un senso tutto loro. Come quando
cerchi di capire se hai chiuso la porta di casa, magari un gesto durante o dopo aiuterebbe a
ricordarselo. Oppure quando vai in quel ristorante per mangiare un solo piatto, sempre lo stesso,
l’unico ottimo lì.
Sono le sicurezze, ci mancano, le bramiamo come amanti lussuriosi. Le cerchiamo nelle cose, nel
nostro pensiero, nelle persone con cui ci interfacciamo; sicurezze… aderenze di noi stessi, piccoli
specchi in cui ti vedi solo bello. Non ce le daranno le persone, neanche vicinamente le cose, sono i
gesti, i nostri gesti, gli intenti, soprattutto le volontà.
Anime inquiete sbandierate dal vento delle insicurezze, bellissime nella nostra danza eolica, in vita
solo per sentire emozioni, vibrazioni, situazioni, proiettate nell’avanti; per prevedere il futuro, solo
per proteggerci da esso. Forse solo per fragilità, perché siam come i cristalli dei lampadari vintage,
basta un raggio di sole che ci sfiori e partono arcobaleni a pioggia…
E poi se guardi un cristallo, vedi attraverso tant’è ripieno di trasparenza.
Vivere solo davvero, mai per finta; in presenza di sensazioni forti ed in maniera autentica.
No, ma che io poi penso a quelli “emotion free”, visi pallidi del sentire, che fanno? Ragionano e
basta? Cioè, loro non si svegliano al mattino con in mente qualcuno da ricercare annusando il
vento? Si dopano di piattitudine? E soprattutto: quanto devi essere concentrato su te stesso, per non
percepire tutta questa meravigliosa gamma di sensazioni intorno? Che poi è il nostro Universo.
E allora io lo chiamo ogni volta che inizio qualcosa, non mi voglio perdere nessuna sensazione, le
annoto sulla pagine dei miei ricordi, impilate in ordine di fragranza, un bagaglio leggero per il mio
viaggio. Praticamente la mia giurisprudenza emotiva.
Sperando che porti fortuna, vi regalo il mio rito, la mia sicurezza, così faccio una cosa nuova:
vi porto l’Universo… altro che Amazon Prime
Schiocco tre volte le dita, ma stavolta non per me.
@ilPhirlosofo.

Autore:

Allevo conigli messaggeri, ho una rara capacità di sintesi, pasticcio, faccio origami, combino casini poi me la faccio pagare da solo, ho sempre due lucciole in tasca che non si sa mai e appanno i luoghi chiusi.

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