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8 motivi per cui single è meglio!

Io e te dobbiamo parlare”. A chi non è capitato di ricevere una telefonata di preavviso o, peggio ancora, un messaggio del genere? E magari è arrivata dopo tre anni di relazione, mentre eri intenta ad organizzare un week end per due, hotel 5 stelle, piscina termale esterna a 40 gradi, doccia svedese, candle massage e via dicendo. E, per un attimo, hai pensato: “E’ così che si dà il via all’inizio della fine!”. E invece no, questo è proprio l’inizio. L’inizio della tua vita da single, finalmente, che non significa zitella inacidita, triste, depressa, paranoica alla ricerca del principe azzurro. No! Significa poter fare tutto quello che ti passa per la testa senza dover dare spiegazioni a nessuno, senza dover rendere conto a qualcuno che dice di tenere a te ma tanto, prima o poi, per una ragione qualsiasi ti deluderebbe. Ecco elencati gli 8 motivi per cui single è meglio:

1) CI SI PRENDE PIU’ CURA DI SE STESSI

Studi recenti hanno dimostrato che chi è single o non è mai stato sposato si dedica di più all’attività fisica, a prescindere che sia un uomo o una donna. Il lunedì a lezione di hydrobike, il martedì il pilates, il mercoledì crossfit, il giovedì gnocchi perché a Roma si usa così, il venerdì zumba, il sabato acqua fitness, la domenica crostata di ciliegie. Poi ci sono quelle che vanno in sala pesi per sfilare, addobbate come un albero di natale ad Ottobre, con orecchini di Bulgari Diva’s dream in oro rosa 18 carati con ametiste, rubelliti, peridoti e pavé di diamanti, bracciale Serpenti Inspirations in oro bianco con 120 smeraldi cabochon e leggins Dolce e Gabbana ma questo è un altro discorso perché fanno parte della categoria “single tendenti all’accoppiamento con il primo bicipite palestrato che capita”.

Alla prossima con il motivo numero 2.

Valentina Gemelli

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Bilancio che non ho quadrato mai

Il titolo è tratto da una canzone che canta Ornella Vanoni, forse la ricorderete, si chiamava DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO, in questo periodo questa canzone a me vienesempre in mente, sarà che, da bambina mio padre l’ascoltava, mentre si faceva la barba ed io piccina stavo lì, seduta a guardarlo in adorazione e con la paura che si tagliasse e sarà che alla fine la Vanoni piace anche alla donna adulta di oggi, fatto sta che amo questo testo.

La canzone si presta a riflettere, riascoltatela se potete, su l’anno che si chiude ed uno nuovo che arriva, un momento in cui qualche bilancio, anche inconsciamente, lo facciamo, vorremmo tirare somme e conclusioni e vorremmo progettare un futuro ma non è facile. Ripercorriamo mentalmente tutto quello che abbiamo vissuto e, non avremmo voluto vivere, e quello che desideravamo,  ma non è accaduto, rifacciamo buoni propositi, dai più stupidi ai più seri, sapendo che al giorno d’oggi è sempre tutto molto complicato.

Complicato realizzare anche il più futile dei desideri, complicato realizzarli da soli o in coppia, complicato realizzare se stessi per come davvero vorremmo, figuriamoci quando stai crescendo, sei tra i 40 ed i 50 anni e ti chiedi, cosa sono diventato? Era quello che volevo?

Per quanto ovvio non ho le risposte a queste domande, posso solo esprimere il mio piccolo parere, ognuno di noi sa nel suo cuore chi e cosa è davvero ed ognuno di noi deve continuamente migliorare, crescere e cercare di farsi rincorrere da questa vita che invece corre velocissima.

Adesso rifacciamo come sempre:

nuovi propositi

vecchi propositi

e così via…

 

Arianna Capodiferro

alias @arica72

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Mi piaci perchè…

mi-piaci

Mi piaci perché sei pazza. Pazza in un modo diverso da tutti gli altri pazzi. In un modo dolce.
Starei ore a guardarti e ad accarezzarti.
I tuoi baci mi fanno impazzire.
Sei l’ora d’aria in questa galera di vita.
C’è quella targhetta, ricordi? Quella che porta scritto sopra il perché mi piaci così tanto, il perché sei capitata proprio a me. L’ho disegnata nella testa quella targhetta e ogni giorno aggiungo un motivo.
Io che odio i dubbi e le incertezze, sono arrivato a capire che mi piacciono i tuoi chissà, i vedremo, perché quando siamo faccia a faccia ti guardo negli occhi mentre li dici e vedo fiorire un sorriso meraviglioso sulle tue labbra. E mi piacciono anche quando siamo al telefono, perché quegli occhi e quel sorriso li devo tirare fuori dalla mia memoria.
Una volta hai scritto “…mi piace perché mi fa ridere e non mi fa pensare ad altro…” e cazzo, mi hai tolto le parole di bocca, perché è vero: è proprio l’effetto che hai su di me.
Mi piaci perché quando parlo con te e quando ti sto accanto non mi viene in mente solo il sesso, ma una sfilza di cose che vorrei fare insieme a te. Anche se ammetto che a letto sei uno spettacolo…
Mi piaci perché ti è piaciuta la mia carbonara…
Mi piace starti accanto.
Mi piace accarezzarti ogni piega del corpo.
Mi piace la tua voce.
Mi piace come mi guardi.
Di te ogni cosa mi piace.
Mi piaci per mille motivi…
Mi piaci perché…
Ma deve esserci per forza un perché?
Non posso dirti che mi piaci e basta?

2firstline

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Quando la passione latita seconda ed ultima parte

Parlavamo di brocchi e di talentuosi e..

Se invece siamo di fronte ad una coppia di “talenti medi” allora il discorso cambia. Entrambi innamorati, entrambi mediamente da sempre con un ritmo sessuale soddisfacente, entrambi felici. Ad un certo punto la crisi, il rifiuto, la mancanza di voglia, cosa sta succedendo? Anche in questo caso mi vengono in soccorso i miei amici studiosi, meglio di Oxford e Cambridge, che mi dicono, cito testualmente:

  • Lui vuole passare subito al sodo ed io così non ci riesco
  • Lei è sempre in pigiamone e gambaletti
  • Lui sembra un cavernicolo
  • Lei è una rompiscatole
  • e potrei andare avanti all’infinito.

A me però non convincono tutte queste scuse perché, diciamocelo, sono solo scuse che le persone trovano per non ammettere che, ad un certo punto, la quotidianità spegne anche i più talentuosi. Nella quotidianità possiamo mettere dentro di tutto e di più: la gestione dei figli, i genitori anziani, lo stress da lavoro, lo stress in generale, e questo vale a qualsiasi età e può accadere a chiunque. Sentirsi talmente straziati dai problemi in generale da perdere di vista il rapporto di coppia e trovare nel rapporto stesso solo un rifugio sicuro e nient’altro. Ma la coppia è ben altro. La coppia dovrebbe essere quello che io definisco il “punto di equilibrio della vita”, altrimenti meglio restare soli.

Ed ecco che invece il punto di equilibrio diventa il punto di squilibrio o ancor peggio diventa una linea piatta, talmente piatta da immobilizzare. Che si fa?

Mi pare chiaro che tra le mie considerazioni e quelle dei miei studiosi preferiti non ci siano risultati spendibili e validi per tutti e che quindi siamo entrati in un loop. Difficile uscirne, me lo sto chiedendo da quando ho iniziato a scrivere questo pezzo e non trovo soluzione.

Anzi no, forse una ci sarebbe: e se invece di parlare di sesso parlassimo di Amore?

Ma questa è un’altra storia.

Arianna Capodiferro

Alias @arica72

 

 

 

 

 

 

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Quando la passione latita parte 1

Precisiamo subito che il mio articolo non deriva da rinomate ricerche scientifiche ma da amici e amiche che, credetemi, sono meglio di Oxford e Cambridge messi insieme, soprattutto quando l’argomento è il sesso, il calo della libido, la coppia in crisi, la crisi.

Iniziamo col dire che il calo della libido nella coppia sembrerebbe non avere età, sembrerebbe anche non avere genere, non è infatti necessario che la coppia stia insieme da decenni né che il calo del desiderio sia solo per le donne e viceversa. Si tende a pensare di poter categorizzare il problema, ma così non è.

Alla base di tutto, sia per l’uomo sia per la donna, il desiderio sessuale deve essere una dote, ovvero, è un po’ come cantare, suonare, parlare, scrivere, ci sono talenti naturali e brocchi incapaci. Quindi, se il desiderio sessuale è nelle nostre corde e la relativa perfomance sono spontanei ed hanno successo, difficilmente il sesso sarà un problema, anzi nel tempo addirittura potrebbe migliorare, se invece il sesso, da sempre, è solo un esercizio da fare, per aumentare il “talento” allora, già lì, abbiamo un problemino. Ed ecco che se la coppia è assortita da uno talentuoso e da uno più brocco, a lungo andare il brocco inizia a scalciare. Perdonatemi l’infelice paragone ma il contrario di talento, in senso figurativo, è brocco.

Il brocco, dopo svariati esercizi, che l’amore per la materia gli ha avrà fatto compiere, arriverà al momento del “do not disturb” e lì iniziano i guai. Il partner innamorato chiederà più volte di fare sesso sfrenato come un tempo avveniva e dall’altra ci sarà il blocco, il vattene, il non ho voglia, ho mal di testa, lasciami stare ho avuto una brutta giornata ecc, ecc, ecc….

 

Fine prima parte ….

Arianna Capodiferro

Alias @arica72

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l’uomominkia cocco di mamma

Ovvero quel bell’esemplare di maschio italico appartenente alla categoria dei “minkiofoni belli de casa”che non sa cucinare e non intende imparare a farlo tanto c’è mamma! Me la immagino questa santa donna venerata come la Madonnina di Civitavecchia, che dal 2 Febbraio al 14 Marzo 1995 avrebbe per quattordici volte stillato lacrime di sangue, intenta a fare la spesa per il bamboccione che non ha nessuna intenzione di staccarsi dalla sua gonna. “Perché miiiiiio figlio i ceci non li mangia se non sono frullati!” “Perché luuuuuui non ha bisogno di incontrare una ragazza, innamorarsi, andare a vivere con lei a 400 Km di distanza perché ci sono io!”. “Perché è inutile portare le camicie in lavanderia: dalle a mammina tua che te le stira pure!”. Se ti guarda con quell’aria da terzo grado, nemmeno facesse parte del KGB, e ti osserva muto non illuderti: non sta guardando attentamente il colore dei tuoi occhi dall’iride nocciola, con pagliuzze giallo-oro – rame-rossastre. No, sta cercando di capire se puoi o meno piacere alla sua dolce mammina perché tu non lo sai ma lui si che è una Don Rodrigo in gonnella. E se ti dice che è stato tanto, tanto sfortunato con le donne, rispondigli compassionevole: “Lo so, immagino sia accaduto già alla nascita”. Perché una lancia a favore di questo psicolabile la voglio spezzare: se un uomo nasce maschio e poi diventa uomominkia, del genere cocco di mamma, ovvero una specie di cozza incollata al grembiule materno, la colpa non è la sua. E’ dell’ostetrica che non ha tagliato il cordone ombelicale. Questo è.

Valentina Gemelli

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Oroscopo, non è vero ma ci credo.

Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci e Ofiuco! Il tredicesimo segno zodiacale! Tutta colpa della Nasa che, dopo duemila anni, un bel giorno si è svegliata ed ha deciso di mappare il cielo. Non l’avesse mai fatto! Osservando bene le stelle si è accorta di alcuni cambiamenti ed ecco che le costellazioni da 12 sono diventate 13. Per colpa di Ofiuco, che si è inserito tra il 29 Novembre ed il 17 Dicembre, tutti gli altri segni zodiacali sono slittati di un mese! E scusatemi ma questa cosa è davvero inconcepibile. Non è che se una persona nasce Capricorno d’un tratto può diventare Acquario perché è spuntato Ofiuco e se la vuole comandare! Qui c’è gente che ha basato le proprie carriere sul proprio segno zodiacale.

Prendiamo ad esempio il segno dei Gemelli: questo è il segno della comunicazione ed i nati del mese hanno uno spirito dinamico, attivo, intraprendente. Un Gemelli ha bisogno di frequentare gente nuova, di conoscere persone diverse, di allargare la propria cerchia di amicizie ma, attenzione, quando esagera tende alla superficialità. Le corna, ovviamente, sono incluse nel pacchetto vacanze a Cortina. L’amante, per lui, è motivo di orgoglio senza pregiudizio e lo volete far diventare un membro della famiglia del Cancro, tenero, fragile, che ha la tendenza a farsi proteggere, quasi piagnucoloso, mammone e dedito alla famiglia? Ma siamo impazziti. Roba che, per disperazione, piuttosto sceglie di diventare una pignolissima e precisissima Vergine!

Per i nati sotto questo segno, infatti, l’importante è l’ordine, il metodo: tutto deve essere inquadrato ed affrontato con molta attenzione. I Vergine analizzano il problema, lo sviscerano come fosse un’orata da cospargere di sale grosso e da riempire di limone, prezzemolo e rosmarino, per poi impacchettarla nella carta argentata ed infornarla a 200 gradi per 40 minuti e, se è possibile, lo risolvono. Determinati e logici, credono nelle cose che riescono a toccare, come san Tommaso che “Se non vedo non credo!” E voi siete degli illusi se pensate che, siccome è spuntato Ofiuco, una Vergine possa trasformarsi in una Bilancia amante del lusso e della bellezza che spende il proprio tempo tra lo specchio della propria camera da letto e quello della sala d’aspetto del chirurgo plastico che, ormai, è diventata la sua seconda casa! Con questo atteggiamento i bilancini nascondono il bisogno di essere confortati ed anche quella continua ricerca di approvazione da parte degli altri ma, siatene certi, non ve lo faranno notare.

Un po’ come lo Scorpione che, chiuso nei propri pensieri, tende a vivere in un mondo tutto suo. Forse perché ha una grande capacità di analisi che, spesso, lo rende attento ai particolari. Oppure perché è attratto dal mistero e da tutte le situazioni inesplorate: una specie di Indiana Jones alla ricerca del Santo Graal. Passionale e vendicativo, se provate a tramutare lo Scorpione in una Bilancia ci scommetto che ve la farà pagare cara. E già, perché il signorino Ofiuco si è inserito tra il 19 Novembre ed il 17 Dicembre, in pieno regno del Sagittario, il segno che non teme il cambiamento ma un po’ di fastidio credo l’avrebbe, in questo caso. Il Sagittario non accetta consigli, è molto concentrato su se stesso e pensa di avere sempre ragione. In parole povere è un tantino presuntuoso, amante dei viaggi e della libertà. Pertanto, se state frequentando un elemento della famiglia del Sagittario, inserite nel pacchetto di acquisto assieme alle vacanze a Bora Bora anche un paio di amanti sparse nelle varie città che ama visitare e, chissà, pure qualche figlio concepito oltre oceano.

Voglio provare ad immaginarlo questo Ofiuco, o più precisamente Ophiucus “colui che porta il serpente” che già, di primo acchito, non mi sembra proprio un segno docile e romantico. Nella iconografia classica è raffigurato come un uomo a cavallo di un serpente con il suo corpo divide il rettile in due parti: la testa e la coda che sono considerate una sola costellazione. Nel mito rappresenta il dio della medicina Asclepio. Mi viene subito un’associazione di idee tra il veleno del serpente e le sue proprietà curative. Il veleno è costituito da un complesso di circa 26 enzimi, peptidi, fattori di crescita e si conoscono due generi di tossine: le neurotossine e le emotossine. Il 15% delle oltre 3000 specie di serpenti sono considerate pericolose per l’uomo. Tuttavia, recenti studi riguardanti la composizione chimica del veleno hanno messo in evidenza sostanze benefiche per la salute dell’uomo come per esempio degli anticoagulanti interessanti per la cura delle malattie circolatorie. Letta così il caro Ofiuco mi sta quasi più simpatico: lo immagino come un moderno Ippocrate, il padre della medicina che considerava la natura come il medico delle malattie ed il medico come colui che doveva seguirne gli insegnamenti. E non credo sia un caso che il nome di Ippocrate derivi da Hippos e che Ofiuco, appunto, sia raffigurato a cavallo di un serpente. Ma in ogni caso, Ofiuco o non Ofiuco, se nasci sotto il segno dei Pesci devi comportarti come un pesciolino per tutto il resto della tua vita. Volubile e sensibile al limite della sensitività. Un artista che ricerca emozioni forti e che vede sempre il bicchiere mezzo vuoto anche quando beve perché, diciamolo chiaramente, al Pesci piace l’alcool ed a volte eccede. Altro che acqua in bocca, vino! E si sa che “in vino veritas”.

Ma voi ci pensate un Ariete trasformato in Toro per colpa dell’entrata in compilation, a gamba tesa, del medico stellare? L’Ariete, il primo segno dello zodiaco, quello che parte in quarta perché non conosce il significato del termine diplomazia, quello che viene sgamato subito se dice una bugia perché è un pessimo mentitore, quello che tende all’aggressività perché è un istintivo, lui dovrebbe trasformarsi, dalla sera alla mattina, in un Toro razionale, ansioso ma stabile nei suoi affetti che durano per anni e con uno spirito di conservazione che se da alcuni è ritenuto un difetto, per altri è assolutamente visto come un pregio? Ma stiamo scherzando? Sarebbe più credibile vederlo comportarsi come un egocentrico Leone bisognoso di corte al seguito dato che, in caso contrario, non si sente apprezzato. Si, perché l’ego del Leone va nutrito altrimenti diventa freddo e incostante. Non sarebbe il re della foresta, diversamente.

Quindi, caro Ofiuco tu non prenderai il posto di nessuno dei segni tradizionali, men che meno del Capricorno, il segno più leale dello zodiaco che con i serpenti ed il loro veleno non ha nulla a che fare. Governato da Chronos, il Dio del tempo, è il segno della stabilità e rappresenta l’età adulta. Gli astrologi dicono che dentro ogni Capricorno si nasconda un piccolo eremita quindi non c’è da preoccuparsi se, di tanto in tanto, vorrà starsene per conto suo. Figuriamoci se può sopportare la compagnia di un Ofiuco qualunque. Né si può pretendere che un severo Capricorno diventi un Acquario dall’animo delicato e nobile ma che tende ad andare controcorrente, ad essere il c.d. bastian contrario. Perché se tutti vanno da una parte, l’Acquario va dall’altra di default. E allora sai cosa ti dico, mio caro Ofiuco? Prendi esempio dai nati a Febbraio e fatti un giro nello spazio. Chissà, magari trovi un’altra costellazione e ti fai ospitare lì per qualche millennio. Qui, nel nostro oroscopo, non c’è spazio per te, ad oggi. Siamo già in dodici e se volessimo organizzare una cena per una rimpatriata non avremmo nemmeno il servizio di piatti buono da tredici. E, poi, 13 a tavola porta sfiga. Per cui, per adesso, ciaone.

Valentina Gemelli

 

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L’uomominkia 5

L’ ETERNO DELUSO: ossia, quello che mette subito le mani avanti dicendo, anche in maniera non troppo velata, di non essere pronto per una storia. Questa tipologia di uomo minkia ha un’età variabile che va dai 5 ai 155 anni, ovvero quell’arco temporale durante il quale ha avuto modo di frequentare la scuola dell’obbligo, convivere, sposarsi, separasi, dare il mantenimento al coniuge più debole, svernare nei locali notturni nel periodo del divorzio, fidanzarsi con la ragazzina di turno, spegnere le 150 candeline e sentirsi libero di dichiararsi drasticamente deluso dalle donne. E va bene che la vita è un palcoscenico ed ognuno recita la propria parte, ma questa tragicomicità è nauseante. Anche perché, diciamola tutta, l’uomo minkia del genere eterno deluso è proprio lui a cercarti e a riproporsi come la peperonata alle due di notte! Magari ci esci, trascorri una serata piacevole davanti ad un tagliere di salumi e formaggi perfetto, composto da pecorino di fossa, ricotta fresca infornata, formaggio alle erbe abbinato alla marmellata di cipolle di Tropea, prosciutto di Parma, culatello di Zibello, Jamon Patanegra, fichi neri, acini d’uva, gherigli di noci ed una bottiglia di Fiano di Avellino che non guasta mai. Forse ci scappa pure un bacio, una passeggiata mano nella mano, uno sguardo complice e poi, giunti ai saluti, invece della buonanotte, esclama: “Io non so cosa ti aspetti da questo incontro, ho appena chiuso una storia importante e non mi sento pronto per una storia seria. Vorrei iniziare a divertirmi, per superare la delusione”. “Ma chi ti ha chiesto qualcosa?”, penso ma a questo punto il copione vuole che gli si rida in faccia perché, proprio in quel preciso momento, l’uomo minkia ha raggiunto l’apice della sua comicità. Ma, invece di perdere tempo in aperitivi e chiacchiere, non sarebbe meglio venire già fasulli così facciamo prima? Buio, sipario, applauso.

Chissà come sarà il prossimo uomominkia!

Valentina Gemelli

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Ogni anno la stessa storia!

Premesso che il Natale e le feste, fino alla Befana, sono innegabilmente il periodo dell’anno più bello e premesso anche che, possono piacere o non piacere, ma rappresentano un momento di unione, scambio e condivisione, ampio e lungo da dedicare a famiglia ed amici, direi che si può serenamente parlare delle Feste come di un periodo che, da bambini, ci piaceva molto di più rispetto ad oggi che siamo adulti. 

Dicevo che il periodo di festeggiamenti è lungo ma, il mese di dicembre che precede tutto ciò, è corto, cortissimo, vola come la renna di Babbo Natale, eh già perché abbiamo mille incombenze e su più fronti: lavorative, famigliari e amicali. Certo, lo so, che ci sono anche incombenze gradevoli ma, perché tutte insieme? E soprattutto perché tutte in poco più di 20 pesantissimi e faticosissimi giorni?

Non possiamo festeggiare a dicembre la Vigilia, a Gennaio il Natale, a Febbraio Santo Stefano, a Marzo la Befana e San Silvestro ad Agosto? Ogni mese una festività con relativa equa distribuzione delle incombenze! Che Figata!

 

Invece no! In tre settimane ci spariamo tutto. Come bere un litro di acqua tutta d’un fiato senza sosta, ed ecco che ti scatta lo stress da festività natalizia che comprende 4 categorie:

Il lavoro che, tra il primo dicembre ed il 23, si deve risolvere, tutto ciò che durante l’anno nessuno ricordava nemmeno più, a dicembre scatta l’urgenza e l’embolo al capo, che siccome poi è in ferie, ti chiede di tutto con la formula all inclusive “tutto, presto e bene”, però ti è vicino per qualsiasi cosa. Grazie Capo eh!

I regali che, tranne casi di accordi scritti tra le parti, devi preparare necessariamente sempre entro il 23 dicembre, ed ecco la corsa al regalino inutile dell’ultimo momento comprato o riciclato.

I cenoni e pranzoni che, se sono a casa tua ti spari e, se sono fuori casa, ti spari lo stesso.

I chili di troppo che lasciamo stare!

Ma vi pare che siano feste queste?

Io, se potessi scapperei, ma non posso e poi, in fondo in fondo, alla fine mi diverto.
Buona Feste a tutti.
Arianna Capodiferro

Alias @arica72